Passi e svolte

Quando stai male, quando sei “perso” non te ne frega niente di vedere come sta bene e felice chi vorrebbe aiutarti: vuoi sapere che anche lei si dava per spacciata.

Mi ero ripromessa che se mai fossi riuscita a riemergere da un’esistenza mediocre, raffazzonata, se non francamente fallita (così credevo), non sarei salita su un podio a dire: “Ehi, vieni di qui. Da questa parte è tutto fantastico.” E non l’ho dimenticato. Non ho dimenticato le mattine chiuse in un monolocale con le persiane serrate, troppo cibo sul tavolo, fare la spola tra quello, le sigarette e un letto. E quelle che mi chiudevo nello studiolo, i figli di là col padre. I pianti in cucina. I “non capisco cos’ho”. Non ho dimenticato la fatica di rendermi presentabile al mondo. Non ho dimenticato la vergogna. Non ho dimenticato la paura. Che avrei. Sempre. Vissuto. Così. E in questo ricordare, ricordo ognuno di voi che sta vivendo un’uguale battaglia.

Per questo raccolgo qui alcuni dei passaggi chiave. Sono io, sei tu: c’è un solo sentire, declinato in miliardi di volti.

Arriverò di là

Sarò tra quelli che a un certo punto un incidente, un tumore, un licenziamento o un grilletto psichiatrico gli ha fatto saltare la vita e la testa. E cosa succede quando ti salta la testa? Che cominci a usare il cuore

Change sucks: cambiare fa schifo

Ognuno ha la sua storia, la sua esperienza e le sue tecniche. Ma il punto è: nessuno ti dice la prima verità. E cioè: il cambiamento fa schifo

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Io

Cerco la lettera mancante. Un IO capace di ruotare su sé stesso e, intanto, spingersi incessantemente verso l’alto

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Nessuno sa

Vedo i miei figli come fototessere, documenti di là di un imbarco. Io il profugo, il gommone piscia acqua dai buchi e a riva non ci torno più

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Storia di Chiamate

Se sei l’unica diversa o sei un genio, o sei sbagliata. Si scelse la seconda