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A chi è in Risveglio, due note dalla mia piccola esperienza



Serve molto tempo, e siccome la coscienza non ha un tempo, quello che umanamente riscontriamo è un oscillare, spesso sembra di retrocedere, altre volte si hanno grandi aperture.


Per esperienza due cose contano più di tutto: la sete di verità e la devozione mistica.

Qualcuno ha più una, qualcuno ha più l'altra. Oppure a fasi prevale una sull'altra.


Un altro passo importante è quando si smette di voler stare bene e si comincia a voler sapere chi siamo davvero, ossia quando la voglia di verità supera il bisogno egoico. A quel punto noterete che la voglia di prendere dall'interno supera la voglia di prendere dall'esterno. La voglia di essere pienamente disponibili supera l'intenzione, qualunque intenzione di rendere le cose in un modo o in un altro. La voglia di essere supera quella di capire. La voglia di fermarsi morendo a tutto supera il bisogno di tener presente questo o quello. Il Desiderio in cuore supera gli attaccamenti della forma. Si va verso un alleggerimento, non verso un rendere sempre più pieno e appagante. Non si soddisfano più bisogni: sono i bisogni che diminuiscono.


Ma ripeto sempre, e sempre per esperienza: non datevi mai addosso. Mai. Non sentitevi in colpa. Non rimproveratevi. È come andare in bicicletta: certamente provi e riprovi, ma da dove viene la voglia di provare? La puoi davvero comandare? E cosa decreta che per cinque giorni barcollavi e al sesto stai su?

Esistono dei tempi di coscienza, determinati dalla consapevolezza, dal divino, ben più di quanto crediamo. Facciamo sempre del nostro meglio, ma infine non abbiamo il controllo che vorremmo illuderci di avere.

Lasciarci fare e dis-fare è più importante di fare. Essere dove siamo è più importante di muoverci inseguendo cosa.

Avere Fede: se non hai fede in Dio, abbi fede nella Vita, nella Natura, nel cosmo, nella verità, in quel mistero che ti vive. Abbi fede e culto in esso. Allora esso si muoverà in te. Abbi fede in quella spinta che senti e che ha cominciato a muoverti e a muoversi: essa conosce.


Poco significativa, invece, la fiducia nell'io psicologico, se non controproducente ai fini del vero perché difficilmente vi porterà a superare l'io illusorio. (Baret: "Un ego non può diventare non egoico")


Abbi fede cieca in ciò che in te emerge dal profondo, quello sì, ma la fiducia psicologica non è nulla, è quanto credi a un'idea. La fiducia deve essere nella tua verità anche se non la conosci, non nella psiche. La disponibilità conta più della volontà.


Concluderei dicendo ciò che è bene sempre dire: "Il viaggio non finisce mai". Invece no. Non lo so. Rimango nel non sapere. Mi sfilo anche da questo. Che la disponibilità sia prima, perfino, di queste finte umiltà, perché nulla conosco. Perché dire che il viaggio continua sempre, può essere un modo per temporeggiare sulla resa, l'unica via possibile, in ogni istante. Colui che lo chiama "viaggio" è ciò che va abbandonato.


Be naked. Disarmed.

Maddalena

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