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Il Desiderio è sempre il portale



Il Desiderio è sempre il portale maestro.

Là dove i saggi dissuadono dal desiderare, per Desiderio intendo un riconoscimento viscerale per un divino ardente, addosso. Reale. Che disfa l'immaginario come una nebbia priva di consistenza. Che vede attraverso le cose in modi e dimensioni inarrivabili al verbo. Alla stessa maniera di un brivido che pervade la pelle e la carne.

Il Desiderio è sempre il portale. Quello in cui non conta alcun lavoro di disidentificazione, osservazione, e dinanzi al quale perfino ogni sentire franco, permesso e disarmato, pare un lido ancora immaturo.

Ma non si può che desiderare quando è il Desiderio stesso a prenderci, come il fiato di un reale che non siamo noi a condurre.

Qualsiasi cosa si faccia, nel tentativo di nutrirlo, ricordarlo, tenerlo, resta nel tentativo, rimane in chi tenta. E il tentativo è infine una tentazione.

Lunghe file di implorazioni, di pratiche, o di silenzi, non potranno niente. Nient'altro che portare attesa. Nell'io che attende.

Possiamo solo porre le basi: restare fedeli al ricordo, non spingere nulla, lasciare ogni intento e, a volte, disperarci.

Tale è la forza dell'illusione. Dove l'illuso si costringe a giocare.


Maddalena

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