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L'anima è illogica

È chiaro che l’anima non ragiona in termini sociali: se per me uno che ha speso la vita a predicare e amare per strada è la cosa più bella, presto si comprende come ogni altro desiderio (per esempio professionale) sia di lega inferiore e come la stessa “proporzione” si giochi tra tecniche di gestione del corpo-mente e yogiche e il potere senza limiti della resa incondizionata di ogni volontà personale: in quest’ultima ci rimettiamo all’anima e a dio e il paradigma da terreno si sposta a ultraterreno, consideriamo questa esistenza come una missione d’amore e un’esperienza e non più come una logica umana e sociale o antisociale, efficientista o di prestazioni. Se sono mantenuta da mio marito e se mio padre mi lascia, per esempio, una grande eredità, sono fortunata, così che posso dedicare la mia vita agli altri senza dover sottrarre tempo alla carità e al servizio gratuito per procacciarmi il cibo.

Ciò che alla mente umana non sembra adeguato, ha logiche sopraffine nel Disegno.

La resa è anche questo.


Via via il superfluo ci abbandona. Via via le immagini di come dovrebbe o doveva essere ci abbandonano. Via via si smette di desiderare così che un solo desiderio riempia il cuore. Ho sempre parlato di disponibilità in luogo della responsabilità. Non è la via di molti ma anche in questo si impara a non somigliare che a ciò che l'anima chiede. In una dolce "costrizione". Dove la logica personale è dismessa.


Be naked. Belong to God.

Maddalena



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