La realtà non esiste

Aggiornamento: 30 dic 2021

"Se non c'è completamente nessun concetto, si scoprirà che tutto è Brahman" (Ribhu Gita)


Si passa, anche in questo, come nella scoperta che io-persona non esisto, da intuizione a realization, riconoscimento.

Se l'ego è commenti al film dell'esistere, il film stesso è puro sogno. Smetti di leggere i sottotitoli, vedi la nudità delle cose, e presto ti scopri dentro il sogno, sogno tu stesso. E però sai che è un sogno.


Esperienza diretta


Cammino ed è così chiaro che non esiste nulla. Se sei passato da io a coscienza, passi anche da materia a coscienza. Mi sento come quella volta più di un anno fa, quando camminando per il centro, mi sembrava di essere un alieno appena arrivato qui. Avevo appena intuito che tutto è Vita, solo che nella materia è più densa, ma continua ovunque. Questo mi aveva permesso di superare la separazione apparente tra materia e non materia. Ma era un sentimento embrionale.

A differenza di allora, non sono aliena, ma

un soggetto senza forma che replica sé stesso in ogni soggetto del sogno. Tutto è sogno. Nessuno esiste. Solo coscienza.

È un sentimento di realizzazione nella pancia, pervasivo. Guardo intorno e sento il riverbero in pancia. Ascolto la pancia e immediatamente la realtà scompare come illusione solida ed emerge come puro sogno. E chi sogna non è più una forza altra ma io. Tutto è il "mio" sogno.

Se sorge un commento fluttua nel sogno. Il quale sogno continua del tutto autonomo dai commenti mentali, e però li contiene. Materia, pensieri, emozioni, individui, sono tutti apparizioni allo stesso modo. Così la parola.

Non hanno consistenza, sono note musicali nell'aria. Tutto, è note musicali nell'aria.


Il tempo è inchiodato in un adesso elastico, i cui confini introvabili si deformano in ore, giorni, stagioni apparenti, come quando una ruota gira intorno a un perno. Il tempo del mondo, gli eventi, le stagioni, sono un film che scorre nella coscienza ferma.


Scopri che alcuni concetti sono tentativi mentali di rappresentazione ancora lontani dal reale.

- "Siamo tutti connessi": non ha senso, non c'è nessuno connesso a nessuno, ci sono solo forme dello stesso io. L'io di "Io sono", "I am that I am". L'altro è sparito come l'io-soggetto è sparito.

- "Gli altri sono specchio di te": nemmeno. Non sono specchio. È sempre l'universo che rispecchia sé stesso.

-Il famoso "qui e ora": il tempo non esiste, è sempre simulazione, il luogo è sogno, dunque non può esserci un "qui" né un "adesso". C'è un non-tempo in un non-spazio. Potremmo chiamarlo "ovunque, chiunque, sempre adesso".


Scopri anche, in questo sentimento surreale, che il surreale è il reale. Era ciò che consideravi reale, ad essere surreale.

Ciò che dall'ego sembra surreale o fantastico è ciò che forando l'ego ti ha portato "dietro", nel piano della coscienza. Che è però il reale, l'originale, prima di ogni forma proiettiva.


Credo che quando hai un déjà vu o una strana sensazione di ritrovamento, o quando una luce, un'atmosfera ti riportano così visceralmente altrove, o quando un luogo o periodo ti riportano al ricordo connesso ma in modo pervasivo e quasi disorientante, in verità la consapevolezza sta forando il piano egoico, così come accade nelle intuizioni, e "intingendosi" nella coscienza più profonda, nel reale.


Scrivo tutte queste cose non per ragionamento né per intuizione - sebbene l'intuizione sia esperire la realtà di un concetto anziché la sua proiezione concettuale - bensì per esperienza, mentre ne ho percezione diretta, dal vivo.

Spiegare cose è a sua volta film e come tale riporta alla dualità apparente: il concetto appare come oggetto. Lo guardo fluttuare e disperdersi, come ogni altra cosa.

Il reale è la coscienza, tutto il resto è proiezioni, le quali non accadono però al di fuori di essa come ombre fuori dall’oggetto, bensì in essa. Dunque, paradossalmente, il reale è la coscienza e tutto il resto è proiezioni che sono ancora coscienza, è la coscienza che simula forme.