Se non stai volando è perché ti tieni ancora a qualcosa

Rinuncia a tutti i me in un colpo solo. Non trattenere alcun io e sarai libera da tutti gli io. E quando tornano, rinnova la rinuncia.

Desiderio di portare il sapere, di tenerlo, di dimostrare, di aiutare, paura di non capire, di non realizzarti, di sprecare i tuoi talenti, bisogno di simili…: tutto questo origina ancora dal compromesso, pone condizioni. Origina dal bisogno di tenersi a qualcosa. Se non tieni il sapere né chi vuole lavorare né chi ha paura né chi commenta e

ti abbandoni senza riserve alla coscienza infinita, sospesa, se alleni questo, tutto il resto prenderà forma come conseguenza, ma devi lasciarli tutti.

L’errore di molti è obbedire al bisogno istintivo di “tener presente”: tener presente che devi fare, tener presente che sei una madre, tener presente chi sei, tener presente che hai responsabilità, tener presente che serve risposta e soluzione, tener presente che hai quel pattern, che sei fatta in un certo modo, credere che devi prendere una decisione, valutare e così via. Sono tutte scuse per non andare alla deriva, perché fa paura.

È qui che il dolore e la paura della deriva chiamano e se cadi nell’inganno, e tieni il punto, ossia non ti permetti la deriva, allora l’inganno è riuscito.

Ne esci sollevata perché hai ripreso il controllo. Questo sollievo pare dimostrarti che avevi “ragione”, che hai fatto bene a tenere il punto. Nei fatti, ognuna di queste occasioni di perderti del tutto, la riassorbi, la perdi. Ti si ripresenterà mille volte e mille volte risponderai tenendo il punto.

Ma il “punto” è ciò da cui spiccare il volo, rinunciandovi.

Rinuncia a tener presente. Abbandonati alla deriva. Non tenerti a nulla. Nemmeno al sentimento di essere chi si abbandona.

E quando sale un sentimento di fiera ebbene lascia anche questo. Perché? Non per moralismo, ma perché meriti la libertà che sei.