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Un'eternità "comune"


Non sono innamorate, le persone. Non sono innamorate di dio. Quando dici che tutto è dio, che non esiste rischio, che non ti preoccupi mai davvero, mai completamente, che non pensi al libero arbitrio, ti dicono: “Ma ogni cosa ha conseguenze. Magari per fare un tratto ci metti dieci anni in più, bisogna essere attenti. Magari ti tocca reincarnarti mille volte. Tutto è dio e siamo eterni ma voglio vedere se ti rincarni altre migliaia di volte, la vita è lunga, eh?”.


Non sono innamorate, le persone. Io vedo che questo genere di considerazioni vengono dalla paura, da un dio ancora separato. Io in amore sono sempre stata una kamikaze. Una che, sola, non ci stava mai. E avrei capito solo molti anni più tardi, come mai avevo sempre bisogno di essere innamorata. Qualcuno diceva che non mi amavo. E così mi sono amata. Ma avrei capito solo anni dopo, perché non era nemmeno quello. Io, in amore, sono sempre stata una kamikaze. E forse mi reincarnerò miliardi di volte, ebbene, farò altre esperienze, amerò dio allo stesso modo, anzi di più. Corro il rischio. Se è questo che vuole in me, con me, per me. Che sono lui. Non c’è vittima reale. Anche se sembra.

Rischio di soffrire mille altre vite. È vero. Ma se non amo sfacciatamente adesso, soffro da subito. Dio non è qualcosa da raggiungere: dio è qualcosa in cui naufragare. Meno risparmio di me, più sono eterna. Nel singolo gesto, nelle ore comuni.

Be naked. Love.

Maddalena



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