Lasciate ogni interpretazione voi ch’entrate

Quando una situazione ci preoccupa cerchiamo spiegazioni. Anche come madri. Eppure. Mi chiedo quale sia il vantaggio reale di tanta interpretazione: ora hai un filtro in più per non vedere i figli. Ciò che credi di mettere per capire è ciò che ti distanzia da una visione nuda, non appesantita dai significati. Quanto alla situazione di mia figlia, spiritualmente parlando, ho avuto ad oggi almeno cinque interpretazioni differenti. Cosa ci ho guadagnato? Ci aiuta davvero a vivere meglio dover capire? In quale spirale ti affondi e chi ha questa smania? Sarebbe da chiederselo. La mindfulness semplicemente calma la mente, e già con quella senti la pace che sei. Senza alcun lavoro di interpretazione. L’ho rivalutata molto dopo. Nel frattempo, caddi come tutti nel tranello del “devo risolvere”. “Devo risolvere”, stare nell’ottica del viaggio evolutivo non come fioritura e gioia ma come non bastare mai, come spalare merda, come lavoro duro, è esattamente ciò che perpetua la ruota dell’infelicità, e che va in direzione opposta alla resa. Quando chiudi gli occhi in meditazione non c’è ricerca. Non c’è azione. Non c’è voler cambiare, e nemmeno voler evolvere. Questi meditano (ammesso che la loro sia meditazione) e poi escono di lì e fanno gli interpreti di tutto. Insegnano come connettersi al divino: tengono stretto il soggetto, c’è sempre un io soggetto, inderogabile, che però non è strumento per sciogliersi in dio, ma manager che decide se connettersi a dio, se aggiustare qui e là, cosa è giusto e cosa sbagliato. Meditano per scoprire chi sono, e poi aprono gli occhi e sono non ciò che la meditazione ha svelato, ma chi ha meditato. Meditare è smettere di essere un io pensante. Mi dicono che penso troppo e hanno ragione. Però poi restano il soggetto illusorio che fa e disfa, che “non pensa”. Se hai raggiunto il traguardo di essere quieto, non sei quieto: sei ancora il pensiero di te. Qualcosa non mi torna. Vedo più sapienza che saggezza e presenza. Vedo sempre molta tecnica e forma e poca gioia. Non vedo in alcuno dei consulenti o insegnanti l’umiltà di arrendersi. Ogni sfida è considerata qualcosa da aggiustare o da cui imparare, purificarsi, evolvere. Non esiste mai la capacità di andare attraverso leggendo il cuore pulsante di ogni evento, che è: Vita. Per quanto si credano trascendenti, partono sempre dalla forma. Partono sempre da “bene” e “male”. Hanno sempre da sistemare qualcosa. Sono contenti di sistemare sempre qualcosa. Imparano mille cose e tecniche. Non sanno essere persi. Devono tenere il punto. Devono tenere un io altro dall’oggetto che aggiustano. Hanno completamente abbracciato l’ottica dell’umano che deve evolvere per poter essere felice, anziché della felicità che è la nostra natura e che porterà evoluzione. Allora poi danno mille consigli per bilanciare questa fatica: stare nel qui e ora, godere delle piccole cose, perdonare, essere umili. L’io ha bisogno di aggiustamenti continui perché, anche se ti identifichi con l’anima, stai sempre credendo all’individuo. Invece di perdere forma grazie all’ampiezza animica, solidifichi quella, personifichi quella, le dai archetipi, caratteristiche che ti aiutino a capire chi sei. Non ti basta sapere che sei gioia, che sei il silenzio della meditazione, che sei l’innocuità del cuore. Devi darti forma. Dici che superi l’ego ma hai solo spostato il bisogno di solidità dal mentale all’animico, hai solo sostituito una narrazione con un’altra. I modi sono rimasti gli stessi: possesso, significato, ricerca di scopi, bisogno di arrivare, bisogno di capire, di darsi forma, di darsi senso. Considero tutto questo uno dei molti modi di attraversare l’esistere in questo mondo, fintanto che restiamo però presenti alla verità di esseri senza forma. Allora la domanda da porsi dovrebbe essere: ora che hai capito la storia della tua anima, sai stare senza? Perché, per quanto mi riguarda, l’unica cosa certa è la coscienza. E puoi darle tutti gli attributi che vuoi, tutti i suoni che vuoi. Ma resta sempre e solo una realtà: sei silenzio. Be naked, Maddalena

Lasciate ogni interpretazione voi ch’entrate

Allora la domanda da porsi dovrebbe essere: ora che hai capito la storia della tua anima, sai stare senza?