L'abisso della resa



Togli chi dice che ti stai trattenendo, chi si trattiene, chi si impaurisce di questa “incapacità”, chi dice di arrendersi, lascia tutto il carosello, e anche chi “sa” che basta amare. Non stringere nessuna di queste, la verità sta ancora più sotto a ogni “io so”:

l'io non rinuncia e smette le condizioni nella materia e nel cuore, ma riammette la possibilità di lasciare l’illusione di sé stesso. Si accosta a un silenzio altro da sé stesso e si fa da parte, smette perfino il protagonismo del “io prego”, “io mi arrendo”.

Arrendersi è portare l’attenzione tutta in un luogo interiore dove chi si è arreso non esiste, è accettare l’abisso. In questo abisso non c’è più azione. È l’abisso che prega, non la persona. La preghiera sorge autonomamente, non c’è volontà.

L’umiltà di cadere in questo precipizio è persa, è rimasta sull’orlo da cui hai saltato. Anche chi salta, è perso: svanisce nella resa.

Be naked, Jump into the abyss, Maddalena