L'inganno della conoscenza


Nel momento in cui siete vittime dei significati, avete bisogno di accettare. Il significato è sempre una forma di giudizio e crea resistenza, la resistenza imporrà accettazione per essere slentata, tenendovi nella mente. Allora salite la scala impervia delle ragioni, delle cause e degli scopi, dei ricordi e delle interpretazioni. Ma tale scala è senza fine, perché è una vite avvitata su sé stessa nel grande disegno del cosmo.


Anche conoscere è illusione.

Noi nasciamo freschi, poi impariamo i nomi delle cose e le cose diventano ovvie, perché le abbiamo sostituite coi concetti. E questo meccanismo impariamo ad applicarlo anche alle emozioni, alle esperienze, alle persone. Alla spiritualità stessa.

Ci spostiamo dal piano dell’esistente a una sovranarrazione. Senza significati ogni cosa non solo può essere quello che è, ma è ogni volta nuova. È l’inatteso in quella forma.

La tazza della colazione non è la “solita tazza” perché l’abbiamo vista milioni di volte: quella tazza è la “solita tazza” perché abbiamo sostituito l’esperienza con il concetto.

La tazza allora diventa “la mia tazza”, “quella bella”, “quella rossa”, “quella di San Valentino”: deve arricchirsi di valore e ricordi personali perché ne abbiamo sperperato il valore originario.


La conoscenza deve avere la sola prerogativa di infiammare, accendere ciò che già chiama in noi: il suo è un linguaggio magico. La vera conoscenza è esperire.

Se per svegliarsi al cuore utilizziamo la conoscenza concettuale e illustrativa, non faremo che alimentare il bisogno mentale di capire. Ciò che non può essere capito. Se avete in voi il fremito dell’Amore, non lasciatelo per andare a imparare ogni cosa, a meno che non sia lui a suggerirvelo. Molta della conoscenza che accumulate è necessaria solo alla paura mentale.

Le stelle brillano nello stesso modo e perfino con più magia quando le contemplate, quando invece di studiarle obbedite alla loro bellezza esclamativa. Una poesia messa in prosa avrà perso la propria musica. Un odore spiegato non sarà mai quell’odore.

Il vostro stesso corpo, ascoltato, mosso, abitato, non è lo studio dell’anatomia. Il linguaggio della meraviglia è quello che porta al cuore, come gli odori arrivano dritti al ricordo. Se conoscere sostiene il magico, allora conoscete. Se conoscere sostiene il concetto, allora state uscendo dal reale.


Be naked, know less,

Maddalena