La mente soffre di vertigini

La mente è come la suocera: si mette sempre in mezzo.

È in buona fede, ma come diceva il mio coach: “La mente va educata”.

Dopo un po’ che sei sospesa, che i suoni si posano sul silenzio come neve, che il villaggio ordinario dei giorni sembra incantato, la mente sussurra piano la sua insofferenza al volo, all’altitudine.

La mente: soffre di vertigini.



L’ha fatto per anni: è certa che se farai qualcosa, se finirai quel progetto, se insisterai su quel compito, se avrai chiarezza su quella questione. Se avrai risposte: possesso, presa, risultati, manifestazione. Allora potrà riposare.

Ogni tanto viene qui a guardare, s’affaccia come un merlo: “Mi stufo”.

Quando lo fanno i figli gli dici impara a stufarti, poi ti verrà qualcosa da fare, o anche niente.

Quando i bambini arrivano e ti dicono così, sono già cresciuti. Gli è spuntata pure a loro, la suocera interiore.

Stare su, stare nella pace, che è sotto a tutto, e che però ti solleva, a volte appare faticoso. Vorresti liberamente sbracare. Oggi si fa un giorno in 3D, che ne dici? E dai, prometto che non dimentico. Che torno elevata come la Levissima.

Va bene.

Non c’è nulla che si perda.

Se non hai paura.

Un giorno vecchio. Però coi pensieri pesanti che li raccogli ai bordi, come la polvere ai battiscopa.

Un giorno che non guardi nulla che abbia a che fare con la crescita spirituale e ti spogli del nutrimento. Un giorno che permetti alla mente di aver staccato, per un piccolo imprevisto, il cavo del wifi con il divino. E gli oggetti paiono tornare natura morta. Un giorno che ricordare la tua banale umanità ti aiuta al fianco di chi non ha ancora aperto il vaso di Pandora. Un giorno che la magia perfino di un’occhiata ai muri tace e i muri sono muri, e tutto torna solido. È come entrare in acqua quando avevi scoperto l’aria.

Un giorno così, ogni tanto, non è una sconfitta. È la mente che si riposa. Che torna un attimo nei luoghi noti.

Non credere che ti manchino attività, goal, identità e appigli: la mente quando vuole atterrare punta sempre questi. E non ti affannare a meditare, a ritrovare disciplina e cercare la pace. Invece lascia che si riposi nel corpo, portala nei gesti piccoli. Torna a piegare due magliette appena lavate, a fare un giro di carte coi figli, a girare la pentola del sugo. Guardati una puntata di Italia’s got Talent con loro.

È il turno delle radici, della materia grezza, smette quella sottile tensione verso. Ti avvalli.

Posati in una piccola amnesia. Senza saperlo, mentre accontenti la mente, la stai ammorbidendo. Mentre ritorni al corpo, ti stai radicando. Mentre smetti tutto, ti stai già aprendo.

Buon giorno nel semplice darsi a quello che viene.