Non strumentalizzate l'esistenza

Aggiornamento: 31 mar

Ogni volta che vi riferite all’esistenza come a una scuola, alla pace come al diploma da ottenere quando avrete un numero sufficiente di crediti, all’evoluzione e l’apprendimento come uno scopo al punto da diventare un progetto, strumentalizzate l’esistenza, la sottraete alla vibrazione intrinseca dell’amore


Per me il canale principale resta l’amore che ho sottopelle, la pace innamorata di dio che è già lì, che tocco se smetto tutto, e non se aggiungo strumenti. Lo strumento è la resa. Ogni cosa venga aggiunta terrà la mente in azione,

ogni disciplina che non sia impregnata di sincera devozione sarà una macchina, una fabbrica di punti per arrivare dove. Ogni scopo per cui strenuamente si lotta terrà nell’inaccettazione di ciò che è. Ogni filosofia e dottrina sul karma, sul peccato, sul merito e l’espiazione, terrà nei sensi di colpa e in ultima analisi nella paura, nell’allerta.

È paradossale che per raggiungere la pace che già siamo ci portiamo nella paura timorata di dio, del destino. Vivere deve essere degno dell’anima Alta che batte in petto.

Trovate il migliore dei modi perché questa altezza che volete raggiungere sia anche da dove partire, non perdete di vista che siete esseri amati e amanti,

che siete amore prima ancora di esercitarlo, che l’intelligenza divina che vi vive è tutto ciò che è, che quelli mentali sono solo commenti, che la paura è l’illusione di non bastare mai e di essere soli. Non lo siete. L’idea di voi, lo è.


Questo non vuol dire non evolvere: ma ogni volta che vi riferite all’esistenza come a una scuola, alla pace come al diploma da ottenere quando avrete un numero sufficiente di crediti, all’evoluzione e l’apprendimento come uno scopo al punto da diventare un progetto, a dio come un’entità separata e lontana, o il Padre buono che perdona la vostra scelleratezza, voi vi ponete da indegni, quali non siete: strumentalizzate l’esistenza, la sottraete alla vibrazione intrinseca dell’amore. Create un’identità (io evolvo, io guadagno il paradiso, io imparo, io ottengo qualcosa, io cerco, io faccio, io sano, io…) che è ciò che vi separa dal potere più grande che è in voi. Che è voi.

È la pace senza scopo, nemmeno quello evolutivo, la leva assoluta, il riconoscimento intimo, che riempirà il vaso di un innamoramento tale che l’evoluzione, la compassione, la gratitudine, ne saranno spontanee espressioni.

Respirate dalla pace che siete. Meditate dalla pace che siete. Scolate la pasta, da questa pace. Parlate, da questa pace. Baciate, da questa pace. Togliete tutto quanto vi impedisce di percepirla. Incluse le dottrine. Poi, quando l’avrete colta, stabilitevi lì. Allora, potrete ascoltare.


Be naked, start from Peace, Maddalena