Purezza



È dentro, che qualcosa di grande sta emergendo e riempiendo tutto il corpo. Sai che non devi disturbarlo, né cercare né aggiungere né direzionare né indovinare. Solo lasciar fare. Sento che non ci starebbe più niente. Sento anche che non ho scelta, e che è vero che la gioia può diventare stressante per il sistema, seppure mi senta aperta e non tesa, c’è un flusso energetico forte che serve integrare. Ma non c’è paura.


Se mi pongo da osservatrice, da una posizione di sostegno volontario, separo, divento qualcuno a cui sta accadendo qualcosa. Di fatto è invece possibile non estrarmi, restare assorbita in questa forza stessa, e ciò che è necessario ha luogo (riposare, mangiare, fare piccole cose...). Non serve un supervisore: disturba. Shunyamurti diceva di non disturbare il processo e di stare in un devotional flow: questo devotional flow è dove mi trovo.


Poco dopo, infatti, mi troverò che non so cosa fare ma non c’è la sensazione fastidiosa di non saper cosa fare, e mi ritrovo senza averlo scelto, a servire, come se fosse l’unica cosa che emerge. Non c’è alcun desiderio, alcun bisogno.


L’ascesi non è lasciare cose ma cambiare frequenza vibratoria, per cui le stesse cose appaiono sempre più pure e meno duali. Si supera il togliere o permettere, si supera perfino la neutralità e la libertà: qualcosa vede attraverso di me, e in questa purezza nulla è più ciò che era, ma solo purezza.

C’è come un processo di raffinazione obbligato. Non riesco più a stare nella mente grossolana, ma solo se faccio vuoto allora c’è emozione, desiderio, fare o non fare, curiosità. Posso solo in questo sentire fine, sono in una dimensione più sottile. Solo nel vuoto cavo e pulito si apre una nudità limpida: in esso ogni cosa è viva. La mente non deve interferire. Nessun pensiero né cercare. Allora cose che erano importanti in quanto significative, nel non cercare si riaccendono, il loro significato torna ma nuovo, salta fuori. Ma non nei modi emotivi della mente, bensì a un livello più sottile.

Sto sperimentando come tutto ciò che conta appartiene a dimensioni del sentire molto più sottili. Per questo normalmente non lo avvertiamo. Posso solo in questo sentire. La mente non ha accesso.

In questo flusso che mi prende, se sto nella mente c’è tensione, se radico per depositarla, il flusso è ancora più vivo perché la mente si pulisce. E quanto più resto vuota e “dimentico” senza respingere, tanto più la Forza vede attraverso i miei occhi. E i miei occhi sono i suoi.


Be naked. Do. Let. It. Overtake you.

Maddalena