«Ma»

Non puoi avere l’infinito se ti ostini a volerlo barattare col finito Per me davvero la chiave è non cercare di afferrarti, di avere un senso di te come persona. Allora il vuoto è Essere, infinito. Ma non puoi avere l’infinito se ti ostini a volerlo barattare col finito. “Sono infinita ma”, “Sono connessa a tutto ma”. Il “ma” è quello che ti racconti necessario per vivere in questo mondo, e lo fai in mille modi diversi, con mille scuse: che serva riconoscere il proprio ruolo, che devi avere le idee chiare su di te, che serve conoscere i propri limiti e ombre, che ti piace lavorare su di te, che quell’episodio è un trauma e sei fiera di prenderne consapevolezza così puoi lavorarci e coccolarti e sentirti meglio. Il “ma” è il passo che ti manca alla resa. Non puoi forzarlo, tuttavia. Salirà come un desiderio ineluttabile di essere quello stesso cosmo da cui prendi vita. Di farci l’amore. Di essere di nuovo l’Universo che sei. In senso totale, non cognitivo, non di un secondo di grazia, non di un cielo stellato o di una capriola di meraviglia. Per la Vita. A costo di tutto.

«Ma»

Non puoi avere l’infinito se ti ostini a volerlo barattare col finito. Salirà come un desiderio ineluttabile di essere quello stesso cosmo