Le ombre sono lanterne

Chi è che sta facendo tutto questo casino? Chi deve proteggersi? Chi la protegge? Chi protegge chi, chi deve confortare chi? Cadono tutti senza soggetto e resta un grande dolore. Fuori la pioggia cade uguale, il respiro si è disteso nel girotondo di queste domande siamesi. I figli giocano nell’altra stanza e tutto è silenzioso come è sempre stato, lì fuori. È tutto nella testa, l’enorme frastuono. Resta il silenzio. E nel silenzio fluttua il dolore. Non c’è nessuno, però. Solo fantasmi. Pensieri cui hai dato la tua faccia. Di chi è, questo dolore? Sentilo come gocciolare dalla testa direttamente nel cuore, è dolore senza proprietario né viso né davvero causa. Si è attaccato alle ultime vicissitudini o a quei pensieri che ancora hanno potere, li ha indossati come maschere. Poi alzi la maschera, e vedi il solito dolore senza volto. Quando arrivi a questo, la sua pelle si rivolta inside out: e scopri la luce, il desiderio di dio da cui scappava. Ma non la luce che è sempre stata lì: piuttosto la luce di questo particolare dolore. Di questo fantasma. A mano a mano emergono queste sagome. E una dopo l’altra, diventano lanterne. Non c’è altro. Non. C’è. Altro.

Le ombre sono lanterne

È tutto nella testa, l’enorme frastuono. Resta il silenzio.
E nel silenzio fluttua il dolore. Non c’è nessuno, però. Solo fantasmi.