Chi sei

Pensa se esistesse un posto. Dove i confini sono introvabili e tu sei il teatro infinito delle cose.


Pensa se esistesse un posto.

Dove nessuno ti giudica. Dove non esistono scadenze. Dove sei la bambina con un pupazzo in mano. Dove le case hanno arcobaleni al posto dei tetti, e gli amici girano intorno agli occhi come gabbiani.

Dove domani è oggi, e ieri è ancora qui. Dove ogni lacrima diventa cristallo, e dove i rami degli alberi sono stecchi di liquirizia.

Pensa se esistesse un posto.

Dove scivoli sull’acqua e ti basta una mano per aggiustare tutto. Dove il cielo è una striscia blu come nei disegni, e sei tu a scegliere fin dove arriva.

Dove le domande non esistono e i desideri sono liberi, cani sciolti, vento e neve.

Dove nessuno ruba niente, e il corpo è una fata leggera.

Pensa se esistesse un posto.

Dove la parola è senza inchiostro né voce e sei già, sempre, udita. Dove puoi cambiare idea, essere incoerente e imperfetta. Volubile eppure sicura. Dove gli sbagli: non si chiamano «errori».

Dove i bisogni dormono senza chiamare. Dove tua mamma ti pettina i capelli. E tuo papà ti porta sulle spalle.

Pensa se esistesse un posto.

Dove sei grande e bambina, tutto nello stesso momento.

Figlia, e madre. Senza distinzione.

Dove non c’è fretta perché non c’è il tempo. Dove sei con tutti e con nessuno, perché non c’è luogo. Dove l’immaginazione è verità, e il pensiero vapore che si perde.

Pensa se esistesse un posto. Dove non c’è la forza di gravità, né la gravità delle forze.

Dove i tuoi gusti, le tue opinioni, le tue battaglie, si sciolgono come le onde si disfano nel mare. E tu resti mare.

Dove gli scogli sono tratti di matita. E tu un disegno che si disegna da solo.

Pensa se esistesse un posto.

Dove la libertà non è quella degli uomini, ma somiglia alla liquidità dell’aria, e i graffi della vita sono scie di aeroplani. Dove i confini sono introvabili e tu sei il teatro infinito delle cose.

Dove sai tutto e non hai bisogno: di sapere niente. Dove sei tutto e non hai urgenza di essere nessuno.

Questo «posto» esiste. È un punto magico in mezzo al petto ed è come la maglia: quando impari a entrarci lo slarghi. Ma è sempre stato immenso. È sempre stato chi sei.



[Photo by Mishal Ibrahim on Unsplash]