Ho scoperto

Una breve sintesi del Risveglio della coscienza fino a qui




Ho capito che i personaggi che chiamiamo “parti di noi” sono invenzioni, ho scoperto che "io" non esisto, ho superato molteplici cadute dell’ego, ho scoperto come sia non pensare, ho sperimentato la vita reale, nuda, senza significati, ho sentito l’arrivo di un divino che non sapevo reggere, ho però anche riconosciuto che ero a casa solo quando connessa a dio, a fasi alterne è salito un desiderio ineluttabile di amare senza più condizioni, senza attese, senza conteggi, da qualcosa in me che non ero io.


Ho realizzato che l’amore non ha nulla a che fare con le emozioni, né quello per sé né quello per gli altri: le emozioni sono ancora risposte a significati mentali, ma oltre la barriera corallina della persona comincia l’amore impersonale. Noi siamo quell’amore.


Puoi lottare quanto vuoi, ma se quella paura continua ad accadere non è solo perché qualcosa la provoca, ma perché nulla la impedisce.
Chi sei davvero (il Sé) è talmente amore sempre da non rifiutare niente: lo capisci, quanto sei libera?

Ho scoperto che la storia personale è narrazione e non è necessaria, che sembra chi siamo solo perché siamo identificati in essa, che possiamo vivere in un adesso assoluto senza storia ma che ci arrivi solo con coraggio quando hai lasciato già molto ego (persona), ho scoperto che il tempo non esiste davvero, che la realtà è proiezione, che non esiste come solida sebbene lo sembri, che la creano le forze che ci vivono, siano esse mentali consapevoli, o inconsce, ego o anima. Ho scoperto che tutto è un divino che danza con sé stesso e che questa non dualità può essere esperita a vari livelli. Ho scoperto che ogni Risveglio poi scende nel cuore e sveste altre illusioni. Ho scoperto che a personaggi disillusi restano pattern, ho scoperto che se guardi attentamente dentro la voce che ti martella in testa scopri che “non c’è nessuno, lassù”, e in quello sconcerto sei di colpo libera da ciò che ancora ti rendeva credibili i pensieri.

Ho scoperto che via via la resa a ciò che in te vuole emergere e ricordare chi sei, anima e divino, diventa sempre più inevitabile e che la sola resistenza che resta è l’abitudine a difendersi perché non sappiamo immaginare che siamo intimamente felici. Ho scoperto che la devozione e la non dualità non si escludono, sei una goccia devota all’oceano. Ho scoperto che nulla esiste. Solo l’amore. Il resto sono forme che emergono e si dissolvono, apparizioni della coscienza dell’Uno, comprese le dita con cui sto digitando. E tuttavia le forme sono fatte della stessa sostanza: non esiste nulla all’infuori della coscienza, niente all’infuori dell’Amore. Esiste solo coscienza e accadimenti di coscienza nella coscienza. L’intero gioco del Tutto è l’amore che esplora sé stesso. Un albero, un rumore, una paura, un pensiero, un palazzo, l’io, la mente, il corpo, un temporale, un incidente, una slavina e perfino chi osserva tutto questo, il “testimone”, sono percezioni di una sola coscienza che si esprime in forme apparenti, sono sempre amore, solo conformato in apparenze diverse.

E proprio dove il dolore o la crisi, la sfida, è più intensa, lì la Vita sta spingendo più forte, proprio quello è l’epicentro dell’amore che sei.

In ultima analisi tutti i dolori si riducono a uno solo: non essere l’Amore che sei


Ho scoperto che la diversità che per una vita mi ha stigmatizzata era solo quell’Amore che in me era più impellente. Quello che cambia è che non smetti il sentimento di diversa: scopri quanto fosse indispensabile esserlo. I tormentati, gli artisti, soffrono non tanto perché hanno cose da aggiustare ma perché in loro c’è un’energia Vitale immensa, e hanno una missione precisa, una Chiamata a vivere questa Immensità adesso aprendo la via a coloro che ancora vivono nel sereno torpore, in questo sogno della Coscienza.


Ho scoperto che “naked”, nudo, è in effetti come la realtà si mostra quando superi il piano personale (mentale ed emotivo, ossia dei significati), ma che solo ascoltando la vibrazione della realtà nuda anche oltre i concetti formali sociali, tutti quanti i concetti, le parole, i nomi che diamo a ogni cosa, torni uno con dio. E non c’è uno senza l’altro: non c’è possibilità di ricordare chi sei, nella tua intrinseca divinità e poi oltre, verso il Supremo origine di tutto, se non perdi la persona, l’illusione dell’io. E non c’è interezza se resti nel nudo vivido, senza arrenderti alla Sorgente ultima, all’amore che non ha idee.


Be naked, uncover.

Maddalena