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Un fiore di Dio nel giardino dell'Uomo



Mi fa molto piacere osservare che ultimamente a volte dimentico il logo sulle foto. Ciò che sono davvero, in verità non desidera alcun riconoscimento. Ama scomparire nel gesto. C'è tutta una dimensione in cui l'umano e il divino si toccano: è quella che chiamiamo solidarietà. In essa l'autorato scompare. Penso a quando scrivevo pubblicamente, a quanto avrei voluto vedere il dorsalino di un mio libro in Mondadori: sorrido, sono passaggi necessari. Eppure via via quel desiderio si apre e scopre ciò che lo origina. Che è sempre Essere. E via via che l'Essere si purifica, esso diviene naturalmente più comprensivo, nel senso di inclusivo e anche di di "comprendere": è bello come certe parole abbiano due significati, e se non focalizzi su uno a discapito dell'altro, allora accade la magia della sua vibrazione.

La solidarietà: dove la comprensione viaggia come una nota sulla musica della dolcezza, della cura, della dedizione, della gentilezza e della compassione. Un moto naturale, presente in chiunque. Di cui non avere ritegno. Un fiore di Dio nel giardino dell'Uomo.

Non prendersi alcun merito, mai: il senso civico, la buona educazione... insegnare queste cose... l'ho sempre ripudiato. Li ho sempre visti come un disonore a ciò che, dentro, abbiamo già. Piuttosto, va imparato come smettere le reticenze, il contegno, la valutazione. La gratuità che ammiriamo in un animale o un bambino non è altro che la nostra. Il forte desiderio di spogliarci dal riserbo, dall'imbavagliamento sociale.

Esiste una sfacciataggine, in noi: ancella di purezza.

Be naked. Be Grace. Maddalena

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