Senza colpa, senza mente

Aggiornamento: 5 mag

L'io è la necessità della colpa



Il “senza mente” (stare senza pensiero) non è solo un non verbale, è uno shift in cui non c'è paura né senso di colpa né vergogna e il centro di coscienza è sotto lo stomaco, spesso verso la schiena o dietro.


Le cose sono viste senza concetti ma non è uno sforzo mentale. Si è a un diverso livello energetico. In questo spazio non c'è ricerca ma è casa, c'è dolcezza, soprattutto innocuità: è la fine della paura, è calore, è questa innocuità a dare dolcezza e a dimostrare che la coscienza è pace, è solo la contrazione a sembrare separata e dunque creare paura, vergogna e colpa, che ne sono anche causa.

Senza colpa possiamo smettere la paura perché smette l'identità egoica.

Adamo ed Eva si vergognano della loro nudità dopo non il gesto della mela ma la colpa. L'albero del bene e del male è quello della colpa. Colpa, paura, vergogna, paura di sbagliare, giudizio interiore. Vi siete separati da ciò che siete, dall'Uno. Avete bisogno di un personaggio che vi difenda, di un'armatura.

Togliete la colpa e il resto della carovana si scarica.

Siete in pace. Non avete più niente da difendere.

Allora scoprite che realmente la realtà è pace. Non è un concetto, non è un teorema.

Col perdono ci rilasciamo ma rimaniamo nel piano del bene e del male, dei limiti vissuti come identitari, come nostri, cioè sul piano personale. La profonda rinuncia a colpa e paura ci butta nello spazio sconosciuto dell'innocuità. Che è premessa all'amore.

In questa innocuità smettiamo di difenderci. Smettiamo di ferire. Abbiamo lasciato la narrazione tutta: la colpa e il colpevole.


Ogni aggressione viene dalla colpa, dal giudizio interiore che ci ha decretati inadeguati. Non puoi lasciarti finché ti senti in colpa perché finché ti senti in colpa devi nasconderti, difenderti.

La colpa toglie potere.

L'innocuità permette di percepire innocuità fuori, gli altri smettono di essere minacciosi. Ci si abbandona oltre l'identità.

Lasciare la mente è dunque sapere che la nostra natura è innocente. Inevitabilmente adeguata. Perché è ciò all'infuori di cui non c'è nulla. Nulla può essere più adeguato.

Allora, anche nel risveglio spirituale, possiamo non solo essere gentili e fiduciosi, ma è necessario rinunciare alla colpa. Buttarsi fuori da questo laccio. Siamo sempre perdonati istantaneamente da ciò che siamo, perché l'errore è il risultato di una contrazione che accade nell'innocuità della coscienza. Tale innocuità è rimasta tale. Smisurata. Immensa. Profonda.


Ecco, cos'è una mente silenziosa.


Si può non pensare, non agganciare i pensieri, ma finché non ti dai il diritto di perdere il controllo, di affidarti perché non hai alcun conto in sospeso, il livello di quiete sarà puramente tecnico (presenza mentale).

L'innocuità. La Vita è innocua. Tu, sei innocua.

Tu.

Sei.

Innocua.

E infinita.

Sei l'innocuità in cui la contrazione della colpa si rilascia.


Be naked, surrender guilt,

Maddalena


PS: In verità nemmeno la mente esiste: la mente è la narrazione della colpa. Quando si destruttura l’io, riemergono pezzi di narrazione, concetti nudi, colpa, paura. Sentimenti originari.